27/11/2010

ARRIVA IL FRATELLINO!

Come fare quando in famiglia arriva un fratellino?

E' una domanda che spesso fanno i genitori preoccupati delle possibili reazioni dei primogeniti all'arrivo di un fratellino. E la prima risposta proprio quella di combattere il proprio senso di colpa, punto debole dei genitori di oggi, soprattutto quelli che "scelgono", per quanto si possa farlo, di avere un secondo bambino. Nelle culture tradizionali, in cui i figli arrivavano  più o meno senza troppi calcoli, questo non esisteva e risparmiava ai genitori un bel conflitto (sebbene magari creasse altri problemi più concreti!). Essi si trovano invece oggi spesso scissi tra il desiderio verso il secondo figlio e il timore di privare il primo delle attenzione fin'ora ricevute.

E' importante non negare lo sconvolgimento provocato dalla nascita: tutta la famiglia necessita di un adattamento, è importante parlarne apertamente in famiglia, sottolineando la fatica nel crescere un neonato (soprattutto i primi mesi quando anche il più motivato dei fratelli potrebbe rimanere deluso nel vedere la scarsa interazione del bambino con l'ambiente), ma anche le risorse che ciò comporta rimandando anche a un futuro prossimo di giochi condivisi e non solo. Nella vita tutti fanno prima o poi esperienza della "rivalità" ( a scuola, sul lavoro, nello sport...) farlo prima in un ambiente amorevole come la famiglia potrà solo arricchire il bambino, non più figlio unico, di una competenza in più.

E' prezioso che i primi percepiscano come naturale e ineluttabile l'arrivo del fratello, che vedano riconosciuti i propri sentimenti, anche quelli meno gradevoli come la tristezza o la rabbia che potranno fare da cornice a quelli positivi di sorpresa e amorevolezza che accompagneranno l'evento, e che siano accompagnati in questa esperienza nuova per tutti in famiglia con autenticità e condivisione.

Ideale sarebbe coinvolgere il primogenito già dalla gravidanza rassicurandolo soprattutto sulle condizioni fisiche della mamma. La preoccupazione cresce con il crescere della pancia e la fatica ad essa connessa, così come all'avvicinarsi del parto, la tensione e magari il dolore della mamma in pre travaglio, che alcuni bimbi possono percepire. Dopo la nascita è importante, se possibile, per la mamma dare un'idea rassicurante di sè, per cui accogliere il primo figlio solo quando si ha riacquistata un sorriso e un energia sufficiente, e soprattutto, senza il neonato che potrà decidere di vedere o meno: alla prima visita, per quanto dica, è la mamma il suo vero interesse!mammabimbo.jpg

Non forzare i bambini a sentire i movimenti del feto o a ricevere spiegazioni troppo realistiche su gravidanza e parto, per i bambini, soprattutto se nella fascia 0-5 anni è troppo difficile da comprendere, meglio affidarsi all'immaginazione e alla fantasia, per cui cicogne, cavoli e tutto ciò che possa rendere magico l'evento (un pò come a Natale) è benvenuto. In questo senso è possibile anche associare all'evento nascita un regalino o comunque attenzioni particolari che rassicurino il primogenito del fatto di essere comunque pensato e non "sostituito" dal fratello: far trovare una fotografia sul comodino in clinica, farlo partecipare alle prime cure del neonato, sottolineare l'investimento in attività da grandi, potrà rendere più tollerabile assistere all'allattamento o a tutte quelle attività che in un bambino, soprattutto in età prescolare potrebbe indurre capricci e regressioni.

 

 

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